Visualizzazione post con etichetta RIFLESSIONE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta RIFLESSIONE. Mostra tutti i post

domenica 5 aprile 2015

Buona Pasqua ?



Come posso auguravi una Buona Pasqua quando nel mondo milioni di Cristiani stanno rischiando la vita ,tra l'indifferenza delle grandi potenze che sono sospettate di finanziare e controllare Il terrorismo per i loro sporchi giochi di potere .Come posso festeggiare pensando al grande dolore che dilania il cuore delle famiglie a cui é stato strappato tutto , uccidendo e distruggendo il loro futuro e ...il motivo per cui lottare .Come posso elevare la mia anima attraverso la preghiera di ringraziamento , conscia della fame che avanza nel mondo . Come posso non pensare che la colpa di tutto questo sia dovuta anche alla complicità (per bramosia di potere) dei nostri politici che sfruttano la nostra " immobilità ,paura di reazione " per compiere azioni sempre più esagerate e disgustose , che portano a svalutare e svendere non solo le nostre fonti di sostegno ,ma che attraverso una vergognosa manipolazione  dei sindacati ipotecheranno anche il futuro dei nostri figli e nipoti in modo inesorabile . L'unica cosa che vorrei fare in questo momento sarebbe quella di urlare al mondo " Adesso Basta ! " dobbiamo Risorgere e lottare per riprenderci quello che ci é stato rubato , non so quanto tempo ci vorrà ,ma non dobbiamo permettere che venga negato ad ognuno di noi il diritto ad una vita migliore e soprattutto alla Pace .
Rosac Uno  

domenica 30 gennaio 2011

                                          
                               Sulla libertà


E un oratore disse:
Parlaci della Libertà.
E lui rispose:
Alle porte della città e presso il focolare vi ho veduto, prostrati, adorare la vostra libertà,
Così come gli schiavi si umiliano in lodi davanti al tiranno che li uccide.
Sì, al bosco sacro e all'ombra della rocca ho visto che per il più libero di voi la libertà non era che schiavitù e oppressione.
E in me il cuore ha sanguinato, poiché sarete liberi solo quando lo stesso desiderio di ricercare la libertà
Sarà una pratica per voi e finirete di chiamarla un fine e un compimento.
In verità sarete liberi quando i vostri giorni non saranno privi di pena e le vostre notti di angoscia e di esigenze.
Quando di queste cose sarà circonfusa la vostra vita, allora vi leverete al di sopra di esse nudi e senza vincoli.
Ma come potrete elevarvi oltre i giorni e le notti
Se non spezzando le catene che all'alba della vostra conoscenza hanno imprigionato l'ora del meriggio?
Quella che voi chiamate libertà è la più resistente di queste catene, benché i suoi anelli vi abbaglino scintillando al sole.
E cos'è mai se non parte di voi stessi ciò che vorreste respingere per essere liberi?
L'ingiusta legge che vorreste abolire è la stessa che la vostra mano vi ha scritto sulla fronte.
Non potete cancellarla bruciando i libri di diritto né lavando la fronte dei vostri giudici,
Neppure riversandovi sopra le onde del mare.
Se è un despota colui che volete detronizzare, badate prima che il trono eretto dentro di voi sia già stato distrutto.
Poiché come può un tiranno governare uomini liberi e fieri,
Se non per una tirannia e un difetto della loro stessa libertà e del loro orgoglio?
E se volete allontanare un affanno, ricordate che questo affanno non vi è stato imposto, ma voi l'avete scelto.
E se volete dissipare un timore, cercatelo in voi e non nella mano di chi questo timore v'incute.
In verità, ciò che anelate e temete, che vi ripugna e vi blandisce, ciò che perseguite e ciò che vorreste sfuggire,
Ognuna di queste cose muove nel vostro essere in un costante e incompiuto abbraccio.
Come luci e ombre unite in una stretta, ogni cosa si agita in voi.
E quando un'ombra svanisce, la luce che indugia diventa ombra per un'altra luce.
E così quando la vostra libertà getta le catene diventa essa stessa la catena di una libertà più grande.
Kahlil Gibran

giovedì 4 novembre 2010

Parabola sulla rabbia


Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
“Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?”
“Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro.
“Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore.
“Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?” Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò: “Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché?
Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”
Infine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.”


martedì 8 giugno 2010

RIFLESSIONE :L'INGENUO PRESUPPOSTO DI (B. Croce)






L'ingenuo presupposto che il mondo sia un malato e che bisogni andare in cerca del rimedio per la radicale guarigione della sua malattia. Strano malato, chi non è mai stato sano, e sempre ha fatto le cose di cui ora è accusato, e queste cose sono la sua storia, cioè la sua realtà. Tanto varrebbe considerare malato l'uomo perché s'innamora e fa tutte le corbellerie proprie dell'amore.
Invochiamo il moltiplicarsi non dei disegni e dei programmi, ma degli uomini di buona volontà e di buon senso, mettiamoci al loro fianco e avremo tutto ciò che è dato fare perché altro non si può o è un finto fare e un vano chiacchierare.
(B. Croce)